mercoledì 8 gennaio 2014

Cosa si può fare

Ormai gli sforamenti del livello delle PM10 in tutte le centraline della città sono quotidiani. Il Comune si appresta, giustamente, a mettere in atto provvedimenti (targhe alterne e spazzamento stradale) che non potranno, per la loro stessa natura, che incidere in minima parte sul problema che assilla la nostra città anche per effetto della sua particolare conformazione geomorfologica. I tre principali fattori di inquinamento (traffico, riscaldamento e industria, che nella nostra città vedono un maggior peso di quest'ultima componente) devono, a nostro avviso, essere aggrediti in modo strutturale, con interventi realizzabili, in alcuni casi, anche nel breve periodo.

1. Piuttosto che due giorni di targhe alterne, che le numerose deroghe e l'impossibilità di controlli stringenti rendono di fatto inutili, sarebbe forse meglio prevedere l'istituzione di domeniche senza auto, con pochissime deroghe. Ciò permetterebbe anche, in queste giornate, di organizzare iniziative di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali.
2. L'istituzione nelle molte zone della città che lo consento di "zone 30". Queste, oltre a ridurre le emissioni inquinanti degli automezzi, rendono maggiormente vivibili le aree interessate dall'intervento come l'esperimento di Città Giardino di alcuni mesi fa ha evidenziato. Si tratta, inoltre, di un intervento a costo zero e di immediata realizzabilità.
3. Il collegamento fra le molte piste ciclabili già realizzate che presentano però pericolose discontinuità e tratti mancati fra le stesse al fine di renderle parte integrante della viabilità cittadina e non solo un simpatico arredo urbano.
4. Attuare una politica di tutela e di ampliamento delle aree verdi anche alla luce dei recenti studi che hanno dimostrato la capacità di alberi e piante di eliminare dall'aria particelle inquinanti. La creazione di veri e propri boschi urbani piuttosto che la continua cementificazioni delle aree urbane ancora libere
5. Potenziare e incentivare l'uso del trasporto pubblico.
6. Adeguare e regolamentare la viabilità per i mezzi pesanti che attualmente transitano per le vie cittadine diretti all’AST (si parla di circa 500 TIR al giorno) indirizzandoli verso lo svincolo della TR-RI
7. La ripresa dei progetti di teleriscaldamento. Negli anni passati si è infatti investito molto (per es. a Borgo Bovio) partendo dalla giusta idea di recuperare il calore prodotto dall'AST, poi tutto è stato abbandonato. Perché?

Si tratta, è evidente, di scelte che prevedono tempistiche, investimenti e iter di realizzazione differenti. Alcune di queste attengono pienamente all'azione di governo della città, altre devono necessariamente vedere l'A.C. in un ruolo di attivo soggetto promotore. In ogni caso è solo pianificando politiche organiche e continuative che si può pensare di affrontare un problema complesso come quello della qualità dell'aria, che è poi qualità della vita.

06/01/2014

Circolo SEL Terni

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