mercoledì 28 gennaio 2015

Sul documento delle liste civiche



In merito al documento politico sottoscritto dalle liste civiche che hanno appoggiato la candidatura del Sindaco Di Girolamo nelle ultime elezioni amministrative e che apre alla creazione di un comitato cittadino che le rappresenti in modo unitario, SEL Terni vi legge una chiara critica all'azione fin qui svolta dall'Amministrazione Comunale che, anziché aprirsi alla città, è andata sempre più rinchiudendosi in azioni autoreferenziali delle quali spesso non è chiaro il quadro di riferimento di valori e contenuti, tagliando, inoltre, il dialogo con le forze sociali e non solo con quelle politiche. 
D’altra parte noi, già all’avvio della attività amministrativa registrammo una involuzione conservatrice rispetto al progetto politico con cui la coalizione di centrosinistra si era presentata al voto. L’agire amministrativo e il metodo che viene usato per prendere le decisioni ci sembra confermi queste nostre prime sensazioni. Dalla vicenda del piano sulla scuola a quella della gestione del consiglio comunale  sull’ambiente, a questo appello delle liste civiche, tutto conferma le nostre iniziali perplessità.
In particolare sui temi della laicità, della trasparenza e della partecipazione, SEL, come ha sempre fatto, si confronterà con tutti i soggetti, siano essi partiti politici o forze della società civile, che condividono o condivideranno tali fondamentali tratti dell'azione amministrativa, nel rispetto dei reciprochi ruoli e posizioni, e nell’autonomia di ognuno.

Circolo SEL Terni

Terni, 28/01/2015

lunedì 26 gennaio 2015

"Guardare a Papigno come opportunità, non come problema" le proposte di SEL all'Open Day Papigno

Testo dell'intervento all'Open Day Papigno.

Quella di oggi una discussione, un'apertura al territorio, che SEL chiede da tempi non sospetti (maggio 2013) quando ancora la vicenda studios-Cinecittà-Comune sonnecchiava nell'indifferenza più completa. Abbiamo sempre chiesto che il sito di Papigno non restasse un “problema amministrativo”, ma che venisse affrontato come una sfida, complessa e difficile, assolutamente, ma che aprisse a prospettive nuove.
Così come abbiamo sempre chiesto con forza la cessazione di ogni rapporto con Cinecittà, elemento essenziale per ogni ragionamento che volesse essere libero da condizionamenti. Questa convenzione, dalle condizioni particolarmente favorevoli stabilite per attrarre il soggetto gestore, non ha mai generato un ritorno significativo per la comunità, scadendo inesorabilmente verso una totale inadempienza, per troppo tempo tollerata.

Non sono più i tempi di finanziamenti pubblici generosi (e a volte anche troppo generosi...) che hanno portato al sorgere di generici spazi multifunzionali che si sono poi rivelati sottoutilizzati e dagli oneri di manutenzione insostenibili. La triade “spazi espositivi – auditorium – servizi correlati” se non è funzionale a un progetto valido non può garantirne la sostenibilità, anzi, si trasforma in costi inutilmente gravosi per la collettività.
Bisogna allora pensare a soluzioni nuove, magari anche profondamente diverse da quelle immaginate fin qui come naturale destinazione di questi spazi. L'industria culturale e creativa, l'economia della conoscenza, con le loro relazioni e i loro collegamenti, offrono un amplissimo spettro di declinazione.
E bisogna cambiare punto di vista: capire che Papigno può essere un'opportunità per l'intero territorio (una risorsa unica, per strutture, ubicazione, contesto naturalistico) e non un problema da risolvere in qualche modo, peggio, in qualsiasi modo. I casi esistenti – e di successo – a esso in qualche modo riconducibili, presenti in altre zone del Paese possono essere utili tracce di lavoro, ma sarebbe un errore un tentativo di riproposizione pedissequa: ogni sito, ogni realtà socio-economica deve perseguire un proprio percorso capace di essere attrattivo per investimenti privati – supportati da un intervento pubblico lungimirante – che sappiano essere remunerativi nel lungo periodo. Occorre un'idea di città, di territorio, per i prossimi decenni, senza rigidità ma con una visione di fondo.
Ecco quindi che la definizione di un master plan chiaro e la presenza di una governance in grado di giocarsi la sfida, che abbia idee altrettanto chiare, che sia dinamica e capace di attrarre i soggetti imprenditoriali, diventano elementi essenziali.

Per questo è necessario, a nostro avviso:
  • indire un concorso di idee (o un procedimento idoneo che si riterrà opportuno), un bando aperto di dimensione europea basato sul confronto della qualità progettuale e dell'affidabilità del soggetto gestore; l'Amministrazione, una volta individuate le linee guida di fondo, nomini una commissione d'alto livello, con presenze significative rappresentanti il mondo della cultura, dell'architettura, dell'urbanistica e dell'imprenditoria; perché le buone idee vengano caratterizzate da un'eccellenza di fondo, attrattiva in sé;
  • il riconoscimento da parte della Regione dell'Umbria del ruolo strategico del sito per tutto il centro Italia; occorre quindi attivare protocolli con le regioni limitrofe come già avvenuto per altri settori (sanità, turismo, trasporti); da questa centralità devono derivare investimenti e scelte di programmazione coerenti e diventa fondamentale sfruttare le opportunità concesse dalla nuova programmazione dei fondi strutturali europei (parliamo di quelli relativi allo sviluppo economico piuttosto che di quelli della cultura);
  • una definizione chiara e preventiva del ruolo del pubblico nella gestione: di pianificazione nella fase iniziale di progettazione, di catalizzatore di risorse e soggetti imprenditoriali in quella di implementazione e che sappia evolvere successivamente con un'azione di governance dinamica e innovativa all'interno del soggetto gestore che nascerà (sia esso consorzio, associazione di imprese, o altro);
  • l'individuazione di una proposta che, tenuto conto della complessità del sito e delle sue dimensioni, sia capace di prevedere una crescita “modulare”, cioè sostenibile economicamente e ambientalmente, per step successivi e integrabili. Di cattedrali nel deserto e di grandi idee abbandonate ce ne sono fin troppe nel nostro Paese.
Ci auguriamo, infine, che questo sia il primo passo verso un'azione costante di apertura alla partecipazione in scelte che, tenuto conto dell'impatto economico degli investimenti (già sostenuti e da sostenere) e la valenza per la comunità del sito, se devono essere studiate e sostenute da basi tecniche e imprenditoriali, non possono non trovare un coinvolgimento di una platea più ampia.
E questo deve valere per Papigno, ma anche per altre vicende che devono vedere le scelte dell'amministrazione aprirsi al confronto con la comunità.


Terni, 24 gennaio 2015 

martedì 20 gennaio 2015

Quer pasticciaccio brutto de Palazzo Spada

Non si fa in tempo ad apprezzare un atto di partecipazione e trasparenza, come era la decisione di un Consiglio Comunale aperto sui temi ambientali, che subito – e senza apparente motivo – quell'apertura e quell'attenzione verso la città viene meno. Misteriosamente.
SEL Terni non può che prendere atto di un'ennesima scelta non chiara e, addirittura, autolesionistica del Consiglio. Su temi tanto delicati, che meritano, come altri, ma forse più di altri, un confronto trasparente e aperto con i cittadini, rinchiudersi, peggio ancora dopo aver annunciato un'apertura, non può che contribuire ad aumentare il distacco e il risentimento verso la politica. Quella cittadina, quella che dovrebbe essere la più vicina. Davvero un atto grave, prima ancora che incomprensibile.


Terni, 20/01/2015


Circolo SEL Terni

venerdì 9 gennaio 2015

TUTTI IN PIAZZA PER LA PACE

Dopo l'attentato alla sede di Charlie Hebdo si invita a partecipare ad un presidio per la PACE che si svolgerà Sabato 10 GENNAIO a partire dalle 16.00 in piazza Europa a Terni.
Le associazioni culturale islamica e membri della comminuta islamiche di Terni, singoli cittadini, le associazioni democratiche, le forze sociali e politiche non possono rimanere in silenzio davanti alla strage perpetrata a Parigi nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo che ha portato all’uccisione di 12 persone.
Riteniamo che nessuno possa ostacolare ogni tipo di libertà di stampa e di opinione. Oggi combattiamo insieme contro ogni forma di fondamentalismo e di fanatismo e riteniamo inaccettabile l’ondata di islamofobia che sta strumentalmente prendendo il via dopo l’attentato parigino. Non si confonda l’Islam con il terrorismo.
Organizziamo per questo domani alle ore 16 un presidio in piazza Europa a Terni al quale hanno già aderito la comunità islamica, partiti, associazioni, sindacati e singoli cittadini affinché si possa esprimere vicinanza alle famiglie coinvolte e solidarietà all’intero popolo francese.
Stiamo contattando in queste ore singoli cittadini, partiti forze sindacali che stanno mandando la loro adesione per un momento di raccoglimento e per decidere le prossime iniziative
Sinistra Ecologia Libertà Terni
Associazione culturale sociale islamica Al H
uda.
Centro culturale islamico Terni
Consulta degli immigrati per l'integrazione del Comune Terni

giovedì 8 gennaio 2015

Trasferimento Metelli: che guazzabuglio!


SEL Terni esprime ancora una volta la massima solidarietà agli studenti e alle loro famiglie che per settimane si sono opposti al trasferimento del Liceo Artistico dall'attuale sede al plesso dei Geometri. Lotta portata avanti con determinazione, responsabilità e intelligenza, anche per tutto il periodo delle festività, costruendo, tra l'altro, una bellissima esperienza di democrazia per l'intera città.
Questa assunzione di responsabilità da parte degli studenti avrebbe meritato ben altre risposte da parte delle istituzioni locali. Si è assistito invece a un insopportabile balletto da parte del Sindaco, nonché Presidente della Provincia (particolare non secondario, figlio di una riforma affrettata e cervellotica), e della sua maggioranza che rende francamente incomprensibile quale sia la ragione ultima per cui si debba procedere al trasferimento dell'Istituto.
La sicurezza di un edificio scolastico, a partire dalla normativa antincendio, normalmente viene programmata per tempo, con azioni che salvaguardano sia la sicurezza degli studenti che lo svolgimento delle attività scolastiche. Perché all'improvviso a dicembre è sorto questo problema? Quale evento straordinario è accaduto? Se non possono essere concesse deroghe per l'assenza di un progetto che invece è presente per le altre strutture, siamo di fronte a una responsabilità individuabile o a una volontà ben precisa?
Una vicenda che contiene troppi elementi assurdi. A partire dal fatto che, stando alle cronache, sia stata la stessa dirigenza scolastica a chiamare i Vigili del Fuoco per accertare una serie di problematicità, tra cui quella del famoso magazzino stracarico di materiale (ma chi ha accumulato lì quel materiale se non la scuola e la dirigenza stessa?). Per proseguire per settimane con un balletto di aperture e di repentine chiusure alle proposte degli studenti fino ad arrivare all'idea “geniale” dello spostamento “a tempo” (pare fino al termine di quest'anno scolastico) e a “spezzatino” (che per i laboratori, anche qui pare, la sicurezza sembra esserci), con i pratici trasferimenti che saranno a carico del Comune.
La soluzione a cui si è giunti non può quindi che essere complicata e confusa. SEL Terni, nel ribadire una gestione della vicenda lacunosa e per niente rispettosa di istanze correttamente espresse, chiede, a questo punto, che sia fatta chiarezza sulle responsabilità e che sia garantito il ritorno alla normalità (agibilità dell'Istituto Metelli) quanto prima e vigilerà perché il trasferimento non sia temporaneo sulla carta e invece definitivo nelle intenzioni. Chiede inoltre alle istituzioni competenti di riferire sullo stato di tutti gli istituti della città, perché il concetto di “deroga” non ci piace. La sicurezza c'è o non c'è, non ci può essere in deroga, su carta.

venerdì 12 dicembre 2014

ZTL: un nuovo piano organico per la mobilità, stop all'abusivismo e no a inutili "sperimentazioni"



In una recente intervista l'Assessore Giacchetti annuncia un giro di vite sulla ZTL: nuove telecamere anti furbetti, nuovo meccanismo per i permessi disabili, nuovi arredi e nuovi percorsi.
Tutto condivisibile e apprezzabile, ma, dall'intervento, emergono almeno tre elementi su cui riflettere.
Il primo riguarda la mancanza di un progetto per un nuovo piano della mobilità, organico e condiviso, che non renda la ZTL un'isola regolamentata avulsa dal contesto della viabilità cittadina, ma ne sia piuttosto elemento qualificato portante, connesso in modo intelligente (piste ciclabili, trasporto pubblico, zone 30, parcheggi con tariffe differenziate). Per SEL tale pianificazione non è più differibile.
Parcheggio abusivo a Piazza della Repubblica
Il secondo riguarda il periodo di transizione da qui al termine dei lavori di adeguamento annunciati (almeno un anno). L'Amministrazione deve da subito adottare provvedimenti  per evitare lo spettacolo delle vie e delle piazze del centro cittadino trasformate in un parcheggio selvaggio da cittadini senza alcun senso civico che, con il loro comportamento, ostacolano e rendono pericolosa la mobilità specialmente dei bambini, degli anziani e dei disabili.
Un ultimo elemento di riflessione è sul tema, ricorrente a dire il vero, di ipotesi di sperimentazione di aperture parziali col fine di favorire le attività commerciali presenti nella zona, che Giacchetti differisce, eventualmente, alla conclusione dei lavori di adeguamento.
Da sempre ripetiamo, non da soli per fortuna, che le cause della crisi del commercio non sono riconducibili alla ZTL, che, anzi, se ben gestita, è capace di aumentare l'appeal per uno shopping di qualità, ma al perdurare della situazione di crisi e al mutamento, in parte a essa collegato, dei comportamenti dei consumatori (dati Censis).
Inoltre, e non ultimo, l'eventuale riapertura della ZTL, con l'inevitabile aumento della circolazione, in particolare per la ricerca di un parcheggio che non c'è, non farebbe che aggravare lo stato di inquinamento dell'aria andando nella direzione opposta, da più parti auspicata, della riduzione complessiva delle emissioni.

giovedì 11 dicembre 2014

12 dicembre sciopero generale nazionale

Il 12 dicembre fermiamo l’Umbria

SEL Terni aderisce allo sciopero generale di venerdì 12 dicembre contro il Jobs Act e la legge di stabilità.Perché il Paese ha bisogno di tutto tranne che delle ricette/slogan di questo Governo.


Concentramento ore 10 in piazza Mascio (davanti al centro per l’impiego). Intervengono Gino Venturi, segretario generale della Uil di Terni, e Fabrizio Solari, della segreteria nazionale Cgil.

mercoledì 10 dicembre 2014

Basell: intervenire in modo ultimativo per la vendita dell'area



Quelli appena trascorsi sono stati mesi di forte preoccupazione per la vicenda AST, per i lavoratori coinvolti e per quello che essa rappresenta per l’economia della città e dell’intera regione. Al pronunciamento dei lavoratori circa l’ipotesi di accordo sottoscritto dovrà seguire un serrato pressing affinché l’azienda, il Governo e le istituzioni rispettino gli impegni presi.
Tutto questo però non deve far passare sotto traccia le problematiche di un altro comparto produttivo importantissimo per il rilancio dell'economia manifatturiera del comprensorio ternano, quello della chimica avanzata.
Il primo impegno della giunta Marini, ormai cinque anni fa, era stato proprio quello dello sviluppo del polo della chimica verde a Terni e per questo è già stato assegnato un primo finanziamento di 40 milioni da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca per un progetto di studio e sviluppo sperimentale legato alla chimica da materie prime rinnovabili. Sono presenti, inoltre, soggetti economici pronti a impegnarsi in progetti industriali compatibili con la vocazione che è stata individuata per il sito.
L'annosa controversia con la Basell che, dopo avere cessato l’attività, rifiuta di vendere l’area, sta invece bloccando pericolosamente le possibilità di sviluppo industriale del sito, mettendone a rischio il futuro. Si tratta quindi di intervenire in maniera ultimativa nei confronti della multinazionale.
E' giunto il momento che le istituzioni locali, la Regione, la politica tutta e le rappresentanze imprenditoriali sostengano fattivamente le richieste avanzate in tal senso dai sindacati e pongano la multinazionale di fronte a un ultimatum, prevedendo, in caso del perdurare dell’atteggiamento sfuggente della stessa, anche un intervento teso a rilevare la proprietà dell’area.

sabato 6 dicembre 2014

Accordo all'AST: il merito è dei lavoratori



In attesa del referendum sull'accordo della vertenza AST, SEL Terni esprime la più profonda gratitudine ai lavoratori e alle loro rappresentanza sindacali per la coraggiosa e intelligente difesa non solo del loro posto di lavoro, della loro fabbrica, ma delle prospettive di una città intera e di un comparto, quello degli acciai speciali, unico in Italia.
Sono stati i lavoratori i veri protagonisti di questa vertenza, e ad essi va il merito dei risultati raggiunti. Sono stati i lavoratori a doversi spesso fare carico dei silenzi e delle assenze della politica umbra e nazionale, sono stati loro a trascorrere giorni e notti ai presidi davanti allo stabilimento (non ad attendere in trepidante attesa davanti ai siti internet...), sono stati loro a subire le cariche della polizia durante la manifestazione per i propri diritti (mentre nelle aule parlamentari si è assistito alla patetica difesa delle bugie del ministro degli interni...).
Vogliamo quindi ringraziarli per avere creduto alle proprie ragioni e lottato fino in fondo, resistendo uniti alle forti pressioni di chi voleva accontentarsi di “mediazioni” governative al ribasso, accusando i lavoratori di eccessiva rigidità (e sembrando più preoccupato della forza e della determinazione dello sciopero e delle proteste, che delle reali prospettive di rilancio delle acciaierie).
In questi lunghi giorni abbiamo cercato, e con noi i nostri parlamentari Fratoianni, Airaudo e Ferrara, di essere vicino a chi scioperava, a chi manifestava, a chi era costretto a occupare autostrade per farsi sentire. L'attuazione dell’accordo richiede da ora una costante attenzione affinché tutti i soggetti (istituzioni, governo e proprietà) rispettino gli impegni sottoscritti, ci auguriamo che tutti coloro che oggi fanno a gara per assegnarsi meriti non scompaiano nuovamente lasciando ancora una volta soli i lavoratori e i sindacati.
SEL continuerà a essere al loro fianco, in città e nelle sede istituzionali con i propri rappresentanti parlamentari, a cominciare dallo sciopero generale del prossimo 12 dicembre.

martedì 2 dicembre 2014

Trasparenza, chiarezza e coraggio per gli studios di Papigno



Si è riaperto, per l'ennesima volta, il dibattito sugli studios di Papigno, ma, come sempre, a regnare è la confusione fra i vari attori in campo. Segnale evidente, questo, di una mancanza di progettualità e, al tempo stesso, di un'incapacità di coinvolgere la cittadinanza in scelte che pure, per capitali pubblici investiti e importanza del luogo, la dovrebbero vedere protagonista.
Gli scontri all'interno della maggioranza e della stessa giunta comunale e i balbettii sul ruolo dell'attuale gestore evidenziano plasticamente una mancanza di trasparenza sulle scelte immediate e sulle strategie future.
Nella precedente consiliatura avevamo più volte affrontato il problema e richiesto con forza - e, visto lo stato dei fatti, con lungimiranza - un concorso di idee di respiro europeo, garantito da una commissione d'alto profilo con presenze significative rappresentanti il mondo della cultura, dell'architettura e dell'urbanistica, capace di aprire un confronto con la città e di scongiurare un approccio provinciale dalle prospettive asfittiche. Lo stesso Sindaco aveva ripreso questa proposta inserendola nelle linee programmatiche per i prossimi cinque anni.
Sollecitiamo quindi l'Amministrazione Comunale ad affrontare, finalmente, il tema con coraggio e modalità nuove, a partire dall'immediata cessazione dei rapporti con Cinecittà. Se si vuole che il sito di Papigno diventi una risorsa per il territorio c'è bisogno di attenzione e cura, non di battibecchi interni o di decisioni rimandate sine die.

giovedì 20 novembre 2014

RIMANDATO Incontro con Giorgio Airaudo a Terni



L'incontro in programma stasera con l'On.Airaudo è stato rimandato a data da destinarsi a causa dei lavori parlamentari  che vedono SEL e lo stesso Airaudo (responsabile lavoro del partito) impegnati  in una forte opposizione nella discussione sul c.d. jobs act.

Ci scusiamo per l'accaduto e provvederemo a comunicare quanto prima la nuova data.



SEL Terni


LA ROTTAMAZIONE DEI DIRITTI: IL LAVORO AI TEMPI DEL JOBS ACT

Lunedì 24 novembre, presso la "Sala dei Cento Passi" di Via del Leone 44, Terni, incontro con Giorgio Airaudo, responsabile nazionale lavoro e deputato di Sinistra Ecologia Libertà. Interverranno i lavoratori e le rappresentanze sindacali del territorio

mercoledì 19 novembre 2014

E' scomparso Sandro Angelici

Ognuno di noi ha di Sandro un proprio ricordo: chi ne sottolinea la generosità, chi la lucidità, chi la disponibilità, chi l'entusiasmo, chi la forza di volontà. Per noi, un amico e un compagno di strada, con cui confrontarsi e discutere. Non interverrà più in assemblee, in segreterie o in conferenze. E per tutti noi, come lo era stato per lui, questo è tutt'altro che poco. Anzi.
Alla prossima, compagno, e grazie di tutto.


I funerali si terranno giovedì 20 novembre alle 14,30 presso la Chiesa della Madonna di Corvaiano a Vascigliano di Stroncone.